Il mio pellegrinaggio in Terra Santa fra ricordi, riflessioni ed emozioni


Da molto tempo avevo preparato questo viaggio spirituale con la preghiera, chiedendo al Signore di sostenermi sia fisicamente, per problemi di mezzi e di salute, sia spiritualmente, per ricevere con fede e grazia i Suoi doni e le sue grazie. Infatti il pellegrinaggio è stato per me un “tempo forte” di grazia, vissuto non da semplice turista, ma come pellegrina silenziosa e in continua meditazione alla riscoperta delle radici della vita cristiana e di quelle storiche della fede biblica. Molto significativa è stata la prima tappa nella cittadina di Nazareth. Abbiamo visitato la stupenda Basilica della Annunciazione, dove Maria ricevette dall’Arcangelo Gabriele il misterioso annuncio della maternità divina.

Qui si respira ancora il suo “Sì”. Da questo luogo ebbe inizio il mistero della Redenzione, dell’Incarnazione e la storia della nostra salvezza, per concludersi con la salita al Calvario ed al Sepolcro di Gesù risorto. Stupore ed emozione mi hanno accompagnato in continuazione nel ripercorrere giorno dopo giorno le strade, i luoghi che videro lo stesso Gesù. Ogni giorno si celebrava l’Eucaristia nei luoghi più significativi, centro del nostro peregrinare sui passi di Gesù nella sua terra.

Alcune tappe: Monte Tabor, oasi di pace e di preghiera, dove Gesù ha scelto di rivelare la Sua gloria divina. Stupenda la Basilica della Trasfigurazione, dove regnava un silenzio carico di stupore; sembrava di udire la voce del Padre: “Questi è il mio Figlio prediletto nel quale mi sono compiaciuto, ascoltatelo”. Le alture, gli ampi spazi panoramici, le albe e i tramonti, lo stesso stormire del vento tra gli alberi, le notti stellate e luminose: tutto sembrava accordarsi per creare un’atmosfera di mistero divino. Il frate francescano, nostra sapiente guida ai luoghi di Gesù, ci spiegava in modo caldo, interessato, con vera passione la vicenda di Gesù presentandoci i luoghi… ci rendeva facile immaginarceli con la nostra fantasia, illuminava la mente, ravvivava la fede, facendoci gustare tutto ciò che si presentava ai nostri occhi. Avrei voluto rimanere proprio là, non solo sul Tabor, ma anche in quei luoghi dove la mia sensibilità, la mia fede, il mio spirito si sentivano maggiormente coinvolti, sia per la passione di Gesù, sia per i momenti di gioia sperimentati in altri luoghi… Ma, come Gesù allora sollecitò i suoi a scendere dal Monte, così ho dovuto lasciare con nostalgia quei luoghi stupendi, carichi di storia e di sacralità, per riprendere il cammino tra la folla, verso Gerusalemme. Monte delle Beatitudini: Gesù fece il discorso che è una sorta di sintesi dello Spirito dei profeti, la chiave preziosa, il filo conduttore della vita, delle tappe e della predicazione di Gesù.

Le Beatitudini sono un dono di Dio, che implica la nostra risposta con impegno. Mai come in questi tempi si avverte l’invadenza di Satana nelle Comunità cristiane per distruggere in noi il Battesimo … Ma la nostra fede e fiducia mediante la preghiera è posta in Gesù, ci farà avanzare con sicurezza fra le tempeste di questo mondo verso “l’altra riva” dove raggiungeremo la pace e la tranquillità di Dio. Cafarnao: la città di Gesù, Tabgha, dove avvenne la moltiplicazione dei pani e dei pesci e dove il Signore comandò a Pietro: “Pasci le mie pecore!”, conferendogli il Primato: Il fiume Giordano, il Lago di Tiberiade, tutti luoghi che non è possibile rievocare. Deserto: Stupendo, carico di silenzio e di brezza divina. Gerusalemme: la città dove si compirono gli avvenimenti più tragici e gloriosi della storia di Gesu: gli ultimi giorni di Colui che per amore si è fatto servo e vittima.

Cosciente delle mie fragilità, dentro un cuore che pulsava di amore per il Signore, gli chiesi in quel momento di concedermi di non deluderlo mai, di ravvivare nel mio cuore la fiamma dell’amore, di consolarlo sempre, di ricambiare il suo amore nonostante le mie debolezze. Getsemani; è qui, nell’orto degli ulivi, che Gesù esprime la sua angoscia al Padre: ‘Padre mio, se è possibile passi da me questo calice! Però non come voglio io, ma come vuoi tu!” Il Santo Cenacolo: nella sala dell’Ultima Cena Gesù istituì l’Eucaristia, prese il pane e il vino, rese grazie manifestò la sua gratitudine al Padre, pur nella prospettiva della morte. Qui Gesù Risorto apparve agli Apostoli e nella Pentecoste discese lo Spirito Santo. Vita e morte di Gesù, come la nostra, sono nelle mani di Dio. La risposta del Padre all’invocazione di Gesù: “…allontana da me questo calice” supererà ogni attesa: dopo tre giorni risorgerà. Basilica del Santo Sepolcro: luogo della crocifissione, morte, sepoltura e resurrezione di Gesù, mi ha vista più volte pellegrina come le pie donne, portando il mio “vaso” colmo di gratitudine, inginocchiata e confusa davanti a un evento così straordinario quale è la Risurrezione, l’evento più importante di tutta la storia. Cristo è vivo! Mi sono sentita presa da una rinnovata fede, ricolma di gioia e di certezza. Percepivo un susseguirsi di sentimenti di gratitudine, di stupore per Gesù, che nella Sua bontà mi ha fatto giungere con sorpresa meravigliosa fino ai Suoi veri luoghi….

Sempre a Gerusalemme ho percorso con tutto il gruppo, con devozione e silenzio adorante, la Via Crucis. Eppure, nonostante questo, come se tutto ciò non bastasse, la terra di Gesù continua ad essere martoriata e intrisa di sangue dall’odio tra fratello e fratello. Sempre a Gerusalemme, all’ora stabilita per il raduno della preghiera, si sentiva il muezzin innalzare l’invito alla preghiera. C’erano altri richiami ai riti ortodossi pregnanti di incenso, di luce e di lunghe armonie; campane invitanti alle celebrazioni eucaristiche dei cristiani cattolici, intensamente vissute. Non solo 1e pietre gridano, ma dal cuore di tutti gli uomini di qualsiasi religione, sgorgava spontanea l’elevazione e la lode all’unico Dio, Padre di tutti. Gerusalemme: è soprattutto il luogo della vita, dell’azione, della predicazione, dei miracoli e della morte di Gesù Cristo e della Sua risurrezione. Betlemme: patria natale di Gesù, è colma di apparizioni, di visioni, di proclami celesti. Giunta davanti alla greppia di Gesù come i pastori ho rinnovato con umiltà il dono totale di tutta me stessa a Lui, protestandogli che sarà sempre Lui la mia forza, la mia vittoria, e la mia giustizia.

La mia morte e la mia vita sei Tu. Sei Tu,Gesù, la mia Terra Promessa, la mia Pasqua per il tempo e per l’eternità. Tutto ciò che vedevo, osservavo e meditavo, mi riempiva il cuore, la mente e lo spirito di gioia, di entusiasmo, e la mia fede diventava sempre più limpida, più convinta, più viva… Monte degli Ulivi: sorge il tempietto dell’ascensione e la Chiesa del Pater qui Gesù ha insegnato ai suoi Apostoli a pregare, per farci capire che il senso della vita è Dio. La preghiera è orientarsi verso il senso della vita. Per questo la preghiera è soprattutto ascolto. Ascolto fiducioso, intimità calda e affettuosa, è disponibilità all’incontro e amicizia, perchè quando c’è fiducia e amicizia l’ascolto si fa più disponibile e vero. Getsemani: Basilica dell’Agonia, orto degli ulivi,   grotta del tradimento, Tomba della Vergine nella Valle del Cedron. Ain Karen: luogo della visitazione della Vergine SS. a sua cugina Elisabetta, dove prorompe il canto del Magnificat… E poi l’incontro con il Custode, il Patriarca e il Nunzio. Ci hanno raccontato le sofferenze, le situazioni molto difficili esistenti tra i due popoli: ebrei e palestinesi. Ci hanno incoraggiato ed elogiato per la nostra presenza cristiana in Terra Santa, soprattutto perchè siamo stati di forte incoraggiamento, di aiuto e di sprone ai pochi cristiani rimasti. E tutti hanno espresso un forte e accorato desiderio: “Ritornate ancora, invitate altri a venire in Terra Santa, perchè i cristiani di questa terra hanno bisogno della vostra testimonianza, di sentirsi vicini e incoraggiati da voi, sia spiritualmente che economicamente”.

E’ proprio vero che siamo sempre in cammino; noi, gli eterni nomadi della marcia verso Dio. Ciascuna di noi può essere forza trainante in questo “andare” monotono eppure entusiasmante, semplice e misterioso ad un tempo. Ho osservato che alla base dei pellegrinaggi stanno valori fondamentali quali: capacità di unione, ricerca di incontro con Dio , riscoperta della dimensione festosa e gratuita della fede. Ho avuto la sensazione di essere stata scelta dal Signore, come pure tutto il gruppo per portare la Luce ed essere testimone di luce confortatrice alle sofferenze e speranze di pace. Con gli occhi pieni di immagini, colori, luoghi, volti, rivivo continuamente quei momenti carichi di fede; il mio animo si apre ad un’immensa riconoscenza al Signore per avermi scelta come sua sposa: ” … Ti farò mia sposa…”.Ogni mattina mi chiama ed io rinnovo con immensa gioia il mio “Sì” Lui è l’unica mia certezza, l’unico mio Bene, è il tutto della mia vita. Sono felice oltre misura di appartenergli. Ti benedico, o Signore, per il tempo della tua grazia che mi hai donato in Terra Santa, che mi porta a sentirTi più vicino a me.

Suor Ambrogina Pirovano

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